Esselunga, cosa migliorare nei negozi? Abbiamo letto oltre 1.500 commenti e alcuni temi tornano sempre

Qualche giorno fa abbiamo fatto una domanda molto semplice sulla pagina Facebook di TuttoEsselunga: se Esselunga ti chiedesse un consiglio per migliorare i negozi, cosa proporresti?

La domanda era volutamente leggera. L’avevamo accompagnata anche con una piccola battuta: no, le focaccine gratis non valgono come risposta. Eppure, come spesso succede quando si parla di spesa quotidiana, da una domanda semplice è uscita una conversazione molto più interessante del previsto.

Sono arrivati tantissimi commenti. Alcuni secchi, quasi da lista della spesa. Altri più lunghi, pieni di esempi concreti. Altri ancora ironici, perché quando si parla di supermercati ognuno ha la propria piccola battaglia personale: il carrello che va storto, l’acqua messa nel punto sbagliato, la frutta che non convince, la cassa che sembra sempre troppo lontana.

Non è un sondaggio scientifico e non vuole esserlo. È una fotografia spontanea della nostra community. Proprio per questo, però, è interessante: perché dentro quelle risposte non ci sono solo critiche, ma abitudini, aspettative, ricordi, affetto e anche qualche proposta decisamente originale.

Leggendo i commenti, una cosa emerge subito: molti non chiedono a Esselunga di diventare un discount. Chiedono soprattutto che l’esperienza in negozio resti all’altezza dell’idea che nel tempo si sono fatti di Esselunga.

Screenshot del post Facebook di TuttoEsselunga con la domanda su cosa migliorare nei negozi Esselunga, inserito in una grafica editoriale con carrello della spesa.
Una semplice domanda alla community ha aperto una conversazione molto più ampia: cosa vorrebbero davvero migliorare i clienti nei negozi Esselunga?
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Frutta e verdura: il tema che è tornato più spesso

Il reparto frutta e verdura è stato uno degli argomenti più citati. Molti lettori hanno chiesto più qualità, più freschezza, più attenzione alla conservazione e una presenza più forte di prodotti italiani o locali.

Il punto non è soltanto “vorrei mele più belle” o “vorrei pomodori migliori”. Nei commenti si legge qualcosa di più ampio: per molte persone frutta e verdura sono il reparto che dà subito la misura del negozio. Se all’ingresso trovi un reparto curato, ordinato e convincente, parti con un’idea positiva. Se invece qualcosa non ti convince, la spesa comincia già con un mezzo dubbio.

Diversi lettori hanno raccontato di acquistare ormai frutta e verdura altrove, al mercato o in altri supermercati. Altri hanno chiesto più attenzione alla provenienza. Altri ancora hanno scritto una cosa molto semplice: se il prezzo è alto, la qualità deve essere percepita come alta.

È probabilmente uno dei messaggi più importanti emersi dalla discussione. La community non chiede solo prodotti più economici. Chiede prodotti che facciano dire: “ok, li pago, ma capisco perché”.

Reparto frutta e verdura di un supermercato, con banco refrigerato e prodotti esposti, usato per rappresentare uno dei temi più citati dalla community di TuttoEsselunga.
Il reparto frutta e verdura è stato uno dei temi più citati dalla community: qualità, freschezza, provenienza e prodotti italiani sono tornati spesso nei commenti.

Prezzi: non solo spendere meno, ma capire il valore

Il secondo grande tema riguarda i prezzi. Era prevedibile? Sì. Ma sarebbe riduttivo liquidare tutto con un generico “la gente vuole pagare meno”.

Molti commenti parlano di Esselunga come di un supermercato percepito caro. Però, leggendo bene, il problema vero sembra essere il rapporto tra prezzo e qualità. Per anni Esselunga è stata associata a ordine, freschezza, assortimento, servizio e prodotti affidabili. Se questi elementi vengono percepiti come meno forti, il prezzo pesa di più.

In altre parole: il cliente può anche accettare di spendere qualcosa in più, ma vuole avere la sensazione di portare a casa qualcosa in più. Più cura, più qualità, più servizio, più comodità, più fiducia.

È qui che la discussione diventa interessante. Perché non sembra una richiesta di trasformare Esselunga in un supermercato qualunque. Sembra, al contrario, una richiesta di confermare quella differenza che molti clienti hanno sempre attribuito all’insegna.

Il percorso obbligato: quando fare la spesa sembra un piccolo labirinto

Uno dei temi più riconoscibili, e anche più raccontati con ironia, è quello del percorso all’interno del negozio. In particolare, molti lettori hanno parlato del passaggio iniziale dal reparto frutta e verdura.

Il ragionamento è molto pratico: se entro solo per comprare l’acqua, un prodotto specifico, il pane o qualcosa al banco gastronomia, perché devo per forza attraversare tutto il primo percorso?

Qualcuno ha proposto una “via breve”, una scorciatoia per chi non deve fare tutta la spesa. L’idea è semplice e proprio per questo funziona: non obbligare tutti allo stesso giro, ma lasciare più libertà a chi sa già cosa deve comprare.

Ne avevamo parlato in un post rant, un post di sfogo su facebook qualche tempo fa: il percorso obbligatorio all’ingresso di Esselunga, che fastidio!

Collegato a questo tema c’è anche il grande classico dell’acqua. Molti hanno scritto che casse d’acqua, latte e prodotti pesanti dovrebbero trovarsi prima nel percorso, non quando il carrello è già pieno. Perché arrivare alla fine, trovare l’acqua e dover riorganizzare tutto il carrello è una di quelle piccole scene domestiche che chiunque abbia fatto la spesa almeno una volta conosce benissimo.

Non sarà il problema più grave del mondo, ma è molto reale. E nella spesa quotidiana spesso sono proprio questi dettagli a fare la differenza.

C’è da dire che Esselunga ha già organizzato alcuni negozi creando uno spazio aperto dopo l’ingresso, evitando pertanto la noiosa gimcana nel reparto frutta e verdura alla quale si è costretti. Non abbiamo una mappa di questa differenziazione e questo forse è uno spunto per un nuovo post/sondaggio in facebook.

La questione dell’acqua è secondo noi pretestuosa e irragionevole: sapendo che dovrai comprare l’acqua, lo sforzo richiesto è di organizzare il carrello sapendo che dovrai comprare l’acqua. Facciamo fatica a comprendere come possa essere più comodo caricare l’acqua all’inizio della spesa, trascinandosi in giro un carrello che da subito pesa magari 36Kg (4 pacchi da 6 bottiglie da 1,5 litri). Mah.

Reparto acqua di un supermercato con numerose confezioni di bottiglie esposte, usato per rappresentare la richiesta dei clienti di trovare acqua e prodotti pesanti all’inizio del percorso.
Il reparto acqua è stato citato da molti lettori: secondo diversi commenti, i prodotti più pesanti dovrebbero trovarsi prima nel percorso, quando il carrello è ancora vuoto.

Carrelli e cestini: la battaglia silenziosa di ogni cliente

Tra le richieste più ricorrenti ci sono anche carrelli e cestini. Sembra un dettaglio, ma non lo è. Il carrello è il primo compagno di viaggio della spesa. Se parte male lui, parte male tutto.

La richiesta più comune è semplice: carrelli più puliti, più maneggevoli, con ruote funzionanti. C’è chi vorrebbe carrelli più piccoli, chi più grandi, chi più moderni. Ma il desiderio di base è lo stesso: non dover lottare con una ruota ribelle mentre si cerca di scegliere cosa mettere nel carrello.

La frase ideale, letta tra le righe di molti commenti, potrebbe essere questa: carrelli che vadano dove voglio io, non dove vogliono loro.

Fa sorridere, ma dice molto. Perché un carrello sporco, duro da spingere o impossibile da guidare non è un piccolo fastidio isolato. È una cosa che ti accompagna per tutta la spesa.

Lo stesso vale per i cestini. Alcuni lettori hanno chiesto più pulizia e più manutenzione, soprattutto per quelli usati al posto dei carrelli. Anche qui, niente rivoluzioni: solo attenzione ordinaria a oggetti che vengono usati ogni giorno da tantissime persone.

Il nostro commento al riguardo:

  • la sporcizia dei carrelli e dei cestini è colpa delle singole persone che lasciano sporco ciò che trovano pulito. Questo è inaccettabile, ci sentiamo di sollevare Esselunga da qualsiasi tipo di responsabilità, perché è il solito problema di inciviltà che viene confuso con un disservizio: le persone che raccolgono i carrelli e li spostano non devono dover pulire i resti del passaggio di persone incivili
  • la difficoltà di guida di alcuni carrelli è palese, questo è un tema sul quale troviamo strano che Esselunga non intervenga. A nostro parere, oltretutto, suona strano che il carrello della spesa, di per sé, non si sia evoluto in qualcosa di più tecnologico
Collage di tre foto di carrelli della spesa con cartacce, sacchetti e piccoli rifiuti lasciati all’interno dagli utenti, usato per rappresentare il tema della pulizia dei carrelli.
La community è stata chiara anche su questo: fare la spesa con un carrello sporco, con cartacce o sacchetti dimenticati da altri, non è proprio il miglior modo per iniziare.

Scaffali pieni, corsie libere e meno ostacoli durante la spesa

Un altro tema molto presente riguarda l’organizzazione del negozio durante l’orario di apertura. Diversi lettori hanno citato scaffali non sempre pieni, rifornimenti in corso, carrelloni, roll, transpallet e corsie occupate.

La richiesta, anche qui, è concreta: quando il negozio apre, il cliente vorrebbe trovare la merce disponibile e le corsie percorribili. Non sempre è facile, soprattutto in supermercati grandi e molto frequentati, ma la percezione conta moltissimo.

Alcuni commenti hanno collegato questo tema anche alla spesa online, con i carrelloni usati per preparare gli ordini che in certi momenti possono rendere più complicato muoversi tra gli scaffali.

Non è una critica al personale. Anzi, in diversi commenti emerge anche la richiesta opposta: più personale, più organizzazione, più possibilità per chi lavora nei negozi di farlo senza trasformare la spesa dei clienti in un percorso a ostacoli.

Alla fine, il punto è sempre lo stesso: il supermercato non è solo un luogo dove si comprano prodotti. È un luogo in cui si passa del tempo, ci si muove, si sceglie, si confrontano prezzi, si fanno code, si incrociano altre persone. Se l’esperienza diventa faticosa, anche il giudizio sul negozio cambia.

Più prodotti italiani e più chiarezza sulla provenienza

Un altro argomento che ha raccolto molte risposte è quello dei prodotti italiani. Frutta, verdura, carne, pesce, uova, prodotti freschi: molti lettori hanno chiesto una presenza maggiore di prodotti nazionali o locali.

In alcuni commenti il tono era molto netto, ma il desiderio di fondo è facile da capire. Quando si compra fresco, il cliente vuole fidarsi. E la provenienza diventa una parte importante di questa fiducia.

Non sempre significa pretendere solo prodotti italiani in ogni stagione e in ogni categoria. A volte significa semplicemente avere informazioni più chiare, più visibili, più dettagliate. Sapere da dove arriva un prodotto, quando è di stagione, perché è stato scelto.

Per molti clienti la provenienza non è un dettaglio secondario. È parte della qualità percepita.

Screenshot di commenti Facebook della community TuttoEsselunga sul tema frutta e verdura, con richieste di maggiore qualità, prodotti italiani e attenzione alla provenienza.
Dai commenti emerge un messaggio chiaro: per molti clienti il reparto frutta e verdura resta uno dei principali indicatori della qualità percepita del negozio.

Freschi, gastronomia, carne e pesce: la qualità che deve farsi riconoscere

Oltre a frutta e verdura, molti commenti hanno citato carne, pesce, gastronomia, pane, salumi e prodotti freschi in generale.

Qui il discorso torna ancora una volta sul rapporto qualità-prezzo. Se si entra in Esselunga aspettandosi un certo livello, i reparti freschi diventano decisivi. Sono quelli che più di altri fanno percepire la cura del negozio.

Alcuni lettori hanno chiesto più attenzione alla carne. Altri hanno parlato di pesce, gastronomia, affettati, pane o rosticceria. Qualcuno ha proposto anche più monoporzioni, soprattutto pensando a single, anziani o famiglie piccole che non vogliono comprare confezioni troppo grandi e poi rischiare di buttare cibo.

Questa è una richiesta molto interessante, perché mette insieme qualità, praticità e lotta allo spreco. Non sempre “più conveniente” significa confezione più grande. A volte significa comprare la quantità giusta.

Sulla base delle nostre esperienze di spesa, su questo punto non abbiamo lo stesso riscontro: probabilmente è una questione di singolo negozio o addirittura di singolo reparto in un singolo negozio ed, aggregando le risposte, ne risulta un malcontento abbastanza diffuso.

Anti-spreco: sconti, prodotti in scadenza e buon senso

Tra le proposte più sensate c’è anche quella legata allo spreco alimentare. Diversi lettori hanno chiesto più sconti sui prodotti prossimi alla scadenza, più iniziative “last minute” e più attenzione al recupero di ciò che è ancora buono.

È un tema che oggi parla a tutti: a chi vuole risparmiare, a chi non sopporta lo spreco, a chi cerca occasioni concrete e a chi pensa che un grande supermercato possa fare di più anche su questo fronte.

Alcuni hanno citato pane, focacce, prodotti freschi, pesce, carne, frutta e verdura. L’idea di fondo è semplice: se un prodotto è ancora buono ma vicino alla scadenza, meglio venderlo con un forte sconto che buttarlo.

La cosa interessante è che questa proposta unisce due mondi: convenienza e sostenibilità. E forse proprio per questo è una di quelle che potrebbe piacere a molti clienti.

Le idee più curiose: dalla gomma arabica ai carrelli intelligenti

Accanto ai temi più ricorrenti, sono arrivate anche proposte più particolari. Alcune fanno sorridere, altre sono più intelligenti di quanto sembrino al primo colpo.

C’è chi ha chiesto il ritorno di prodotti specifici che non trova più, come la gomma arabica. Richiesta di nicchia, certo, ma bellissima nella sua precisione: quando una persona si ricorda un prodotto così specifico, significa che quel prodotto nella sua spesa aveva davvero un posto.

C’è chi ha immaginato carrelli più moderni, addirittura digitali, capaci di riconoscere i prodotti inseriti o guidare tra le offerte. C’è chi vorrebbe lettori dei prezzi più chiari, chi più prodotti senza glutine, chi detersivi alla spina, chi cestini nei parcheggi, chi meno plastica nelle confezioni.

E poi ci sono le richieste da vita vera: qualche grado in più nei reparti troppo freddi, prodotti più facili da raggiungere sugli scaffali alti, più casse aperte nei momenti di punta, cartellini più leggibili, meno annunci al microfono.

La spesa, in fondo, è fatta anche di queste cose. Non solo grandi strategie, ma piccoli dettagli che, ripetuti ogni settimana, diventano importanti.

Quella del freddo in alcuni reparti è cosa nota: anni fa abbiamo pure scritto una poesia al riguardo sulle temperature polari all’Esselunga.

Grafica con fumetti che riassumono alcune idee curiose della community su come migliorare Esselunga, tra cui carrelli che vadano dritti, acqua all’inizio, più prodotti italiani, meno freddo, gomma arabica, detersivi alla spina, meno plastica nelle confezioni e carrelli più moderni.
Dai carrelli che devono andare dritti alla gomma arabica, passando per meno plastica e detersivi alla spina: la community non si è fatta mancare nulla.

Non solo critiche: c’è anche chi difende Esselunga

In mezzo a tante richieste di miglioramento, sono arrivati anche commenti positivi. Alcuni lettori hanno scritto di trovarsi bene così, di apprezzare la qualità, gli sconti, le promozioni, la Carta Fìdaty e il servizio.

È importante sottolinearlo, perché una discussione piena di suggerimenti rischia di sembrare solo una lista di difetti. In realtà, se così tante persone hanno risposto, è anche perché Esselunga resta un’insegna molto presente nella vita quotidiana di molti clienti.

Chi non ha alcun rapporto con un supermercato, spesso non si prende nemmeno il tempo di spiegare come lo migliorerebbe. Cambia negozio e basta. Qui invece emerge qualcosa di diverso: molti criticano perché hanno ancora aspettative alte.

Ed è forse questo il punto più interessante di tutta la conversazione.

La vera richiesta: continuare a riconoscere Esselunga

Dopo aver letto centinaia di commenti, la sensazione è abbastanza chiara: la community non chiede a Esselunga di diventare un’altra cosa.

Non chiede solo prezzi bassi. Non chiede solo offerte. Non chiede solo novità. Chiede soprattutto coerenza con l’immagine che Esselunga ha costruito negli anni: qualità, ordine, freschezza, servizio, attenzione, negozi curati e una spesa il più possibile piacevole.

Alcune richieste sono piccole:

  • sistemare i carrelli
  • pulire meglio i cestini
  • rendere più leggibili i cartellini
  • evitare l’aria condizionata troppo fredda (anche se secondo noi è un mix estivo di aria condizionata e frigo aperti)

Altre sono più grandi:

  • migliorare frutta e verdura
  • contenere i prezzi
  • rivedere l’organizzazione dei rifornimenti
  • puntare di più sui prodotti italiani.

Ma tutte, in fondo, raccontano la stessa cosa: per molti clienti Esselunga non è un supermercato qualsiasi. Proprio per questo, quando qualcosa non convince, lo si nota di più.

Forse è questa la risposta più interessante emersa dalla nostra domanda. I clienti non chiedono la perfezione. Chiedono di continuare a riconoscere quella cura che, per anni, ha fatto dire a tanti: “vado all’Esselunga perché lì mi trovo meglio”.

E tu? Tra tutti questi temi, qual è quello che ti rappresenta di più: prezzi, frutta e verdura, prodotti italiani, carrelli, percorso nei negozi, casse, freschi o altro ancora?

Domande frequenti

Cosa hanno chiesto più spesso i clienti Esselunga nei commenti?

Tra i temi più ricorrenti sono emersi prezzi, qualità di frutta e verdura, prodotti italiani, manutenzione dei carrelli, disposizione dei reparti, acqua e prodotti pesanti nel percorso di spesa, scaffali pieni e maggiore attenzione ai prodotti freschi.

Qual è stato il tema più discusso dalla community?

Uno dei temi più discussi è stato il reparto frutta e verdura. Molti lettori hanno parlato di qualità, freschezza, provenienza dei prodotti e maggiore presenza di frutta e verdura italiana.

I clienti chiedono solo prezzi più bassi?

No. Il tema dei prezzi è molto presente, ma dai commenti emerge soprattutto una richiesta di rapporto qualità-prezzo più convincente. Molti clienti sembrano disposti a pagare qualcosa in più, ma si aspettano una qualità percepita all’altezza.

Perché molti commenti parlano del percorso nei negozi?

Molti lettori trovano scomodo il percorso obbligato, soprattutto quando entrano per acquistare pochi prodotti. Alcuni hanno suggerito una scorciatoia o una “via breve” per raggiungere più facilmente reparti come acqua, pane, gastronomia o prodotti specifici.

Perché l’acqua è stata citata nei commenti?

Diversi lettori hanno scritto che acqua, latte e prodotti pesanti dovrebbero trovarsi prima nel percorso di spesa. Il motivo è semplice: quando il carrello è già pieno, aggiungere una cassa d’acqua diventa scomodo.

Cosa è emerso sui carrelli?

I carrelli sono stati citati spesso per pulizia, manutenzione e maneggevolezza. Molti clienti chiedono carrelli più puliti, ruote funzionanti e una migliore cura generale degli strumenti usati per fare la spesa.

La community ha espresso solo critiche?

No. Accanto alle richieste di miglioramento sono arrivati anche commenti positivi. Alcuni lettori hanno scritto di trovarsi bene, di apprezzare promozioni, qualità e servizi Esselunga. La discussione mostra soprattutto aspettative alte verso l’insegna.

Quali sono state le proposte più curiose?

Tra le proposte più curiose ci sono il ritorno della gomma arabica, detersivi alla spina, meno plastica nelle confezioni, carrelli più moderni, meno freddo nei reparti e prodotti più facili da raggiungere sugli scaffali alti.

Questo articolo rappresenta un sondaggio ufficiale?

No. L’articolo nasce dai commenti raccolti sulla pagina Facebook di TuttoEsselunga e non ha valore di sondaggio ufficiale. È una lettura editoriale delle risposte arrivate dalla community.

Qual è il messaggio principale emerso dai commenti?

Il messaggio principale è che molti clienti non chiedono a Esselunga di diventare un altro tipo di supermercato. Chiedono piuttosto di continuare a riconoscere qualità, ordine, servizio e attenzione ai dettagli.

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